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La carnitina è un aminoacido che ritroviamo quasi del tutto nel tessuto muscolare e cardiaco (98%) che viene prodotto dal nostro organismo a partire da metionina e lisina o assunto con la dieta. L’attività più nota della carnitina è quella di essere il trasportatore che porta gli acidi grassi a catena lunga nel mitocondrio dove attraverso la beta-ossidazione potranno essere utilizzati per produrre energia. Patologie da carenza di carnitina si traducono infatti in accumulo di trigliceridi che fortunatamente sono risolvibili con l'integrazione di carnitina.
Da qui l’idea di potenziare questi meccanismi anche in soggetti sani con la nascita degli integratori di carnitina con la nomea di essere “brucia-grassi” o il suo utilizzo dagli atleti endurance come mezzo che, potenziando la lipolisi, consente di risparmiare glicogeno e migliorare cosi la performance.



CARNITINA: QUELLO CHE LA SCIENZA DICE

I risultati degli studi sono a dir poco contrastanti. L’uso di 1-2g di carnitina potrebbe aver senso per atleti endurance per spingere il loro metabolismo lipidico lungo la gara e preservare maggiormente le scorte di glicogeno per lo sprint finale ma, sebbene ci sia un razionale al suo utilizzo, le evidenze scientifiche sono carenti

Anche il suo uso come brucia-grassi per dimagrire trova poco riscontro nella scienza. Gli studi in merito non sono molti anche se la più recente review che ho trovato sull’argomento, risalente al 2016 conclude che la carnitina potrebbe essere di supporto alla perdita di peso ma che sono necessari ulteriori studi sull’argomento. Continuerò ad aggiornarmi e a tenervi a conoscenza degli sviluppi!

E’ un integratore sul quale si dice tutto ed il contrario di tutto e probabilmente tra tutti quelli analizzati da me fino ad ora è quello sul quale ho trovato più dati contrastanti. Non solo contrasto sull’efficacia ma addirittura in molti studi si metteva in dubbio anche la supplementazione in sé in quanto si è visto che le scorte di carnitina muscolari aumentano molto difficilmente con l’integrazione e che per ottenere un qualche risultato da questo punto di vista sono necessari mesi di integrazione e che la coingestione con i carboidrati aiuta. Insomma sembra difficile persino aumentare le scorte, figuriamoci la performance e/o la perdita di peso.


UNA CHICCA

La carnitina ha un aspetto che la riguarda che è molto poco considerato ossia il suo impatto sul microbiota intestinale. A partire da carnitina, betaina e colina viene sintetizzata infatti il TMAO, una molecola messa in correlazione con l’aterosclerosi ed il rischio cardiovascolare.
Uno dei motivi per cui è bene limitare il consumo di carne rossa è che questa contiene fino a quattro volte più carnitina della carne bianca e del pesce, idem vale per le uova anche se ad oggi non sappiamo ancora bene quanta rilevanza dare a questa informazione poiché anche il pesce, come detto, è una fonte per la produzione di TMAO ma sappiamo bene che invece è associato alla salute cardiovascolare il che ci fa capire ancora una volta che:

A) E' sempre valida la regola di variare le scelte a tavola 
B) Bisogna guardare agli alimenti nel loro complesso

 

Altri usi

Oltre ad essere impiegata in caso di patologie da deficit di carnitina, un’altra area interessante per quel che riguarda l’uso della carnitina è l’ipertiroidismo subclinico.
La supplementazione con 1-4g/die infatti
sembra essere utile in quanto bloccherebbe l’azione periferica dell’ormone tiroideo (cosa che non accade in caso di eutiroisimo o ipotiroidismo) migliorando la qualità di vita del paziente che infatti vede ridurre la sintomatologia.

Crescente interesse infine nei confronti della sarcopenia. Con l’età le scorte muscolari di carnitina diminuiscono e, sebbene non siano noti gli esatti meccanismi, la supplementazione con 1-2g/die di carnitina sembra preservare la massa magra. Forse il meccanismo è il seguente: essendo carenti di carnitina la supplementazione migliora il metabolismo lipidico agendo cosi con effetto antiglucogenico sugli aminoacidi risparmiando il tessuto muscolare dal catabolismo.

 

FONTI:
https://www.researchgate.net/publication/329881441_The_Role_of_L-Carnitine_in_Distance_Athletes
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29534031
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29465269

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32154768 

 

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