Tra i disturbi che più spesso portano il paziente a rivolgersi alla gastroenterologia troviamo sicuramente il reflusso gastro esofageo (abbreviato RGE) e la sindrome del colon irritabile. Oggi parliamo proprio di quest'ultima.

UNA SINDROME, NON UNA MALATTIA

Sindrome perchè non è una malattia organica in cui sono rilevabili cioè segni oggettivi (alterazioni anatomiche o biochimiche) che giustificano i sintomi. Anche cercando con molta attenzione non si trova nulla, tutto è perfettamente normale. I sintomi lamentati dal paziente non trovano giustificazione!

Volendo definire la sindrome del colon irritabile diremmo perciò che è un disturbo funzionale in cui il paziente lamenta una combinazione variabile di sintomi ricorrenti che non possono essere spiegati oggettivamente e che vengono classicamente attribuiti ad alterazioni della motilità intestinale. Non ci sono alterazioni strutturali anatomiche o degli elettroliti, non c'è stenosi (restringimenti), infiammazione, polipi o quant'altro: nulla! 


Quand'è che siamo di fronte alla sindrome del colon irritabile?

Proprio per queste sue caratteristiche elusive la diagnosi è prima di tutto ad esclusione per cui la prima cosa da fare in presenza di sintomi è quella di escludere patologie organiche. Escluse patologie organiche ci si affida ai criteri di Roma IV per verificare che effettivamente si possa parlare di colon irritabile.

Criteri di Roma IV
Dolore addominale ricorrente per almeno 1 giorno a settimana negli ultimi 3 mesi associato con due o più dei seguenti criteri:
1. Associato con la defecazione
2. Associato con un cambiamento nella frequenza dell'alvo
3. Associato ad un cambiamento della forma (aspetto) delle feci


Sulla base di questo i pazienti possono essere classificati in "variante stitica", "variante diarroica" o "variante alternata".


Cause

  • Familiarità
  • Microbiota intestinale
  • Cause psicosomatiche o stress (comune è l'acutizzarsi dei sintomi in concomitanza con eventi stressogeni come ad esempio un esame)

SOLUZIONI?

Non ci sono alterazioni di alcun tipo quindi ciò che si fa è curare il sintomo perchè fondamentalmente non c'è altro da curare. Un particolare protocollo dietetico negli ultimi anni si è fatto spazio ed è diventato largamente utilizzato con buoni risultati. Si tratta della dieta FODMAP

Gli alimenti FODMAP sono una classe di alimenti ricchi di carboidrati a corta catena che sono mal digeriti e assorbiti che, per questo, danno luogo facilmente a fenomeni di fermentazione e non solo. Innanzitutto hanno un potere osmotico per cui richiamano acqua nel lume intestinale, secondo poi i fenomeni di fermentazione da parte del microbiota intestinale comporta la produzione di gas e quindi di gonfiore, c'è poi uno stimolo alla motilità intestinale e lo sviluppo di una maggior sensibilità dovuta all'enorme produzione di acidi grassi a corta catena che risultano dai fenomeni di fermentazione del microbiota. Tutto ciò, in persone suscettibili, causa dolore, diarrea, gonfiore ed altre sintomatologia a carico dell'apparato.

Quel che si fa con la dieta FODMAP è ridurre/escludere dalla dieta tutti quegli alimenti che contengono questi zuccheri a catena corta. Parliamo nello specifico di lattosio, fruttosio, fruttani, galattani e polialcoli come il sorbitolo, lo xilitolo e il mannitolo. Inizialmente si cercheranno di escludere il più possibile (fase di eliminazione),passato poi un periodo di 4-8 settimana ci sarà una seconda fase dove si proverà a reintrodurli una categoria alla volta e con gradualità (fase di reinserimento) cercando di capire quali alimenti sono i meno tollerati e quindi quanto e cosa è necessario assolutamente evitare e quanto e cosa è invece possibile tollerare (fase di mantenimento).

Non ci sono linee guida sul come deba avvenire questa fase di reintroduzione. Personalmente mi muovo iniziando a reintrodurre una singola categoria (es. lattosio) alla volta. Si reintroduce quindi il latte in piccole quantità il lunedi. Si valuta cosa succede ed eventualmente si ripete il mercoledì. Se tutto procede per il meglio si provano ad aumentare le quantità. Lo scopo è trovare un equilibrio che è quanto di più personale ci sia!


Lista alimenti dieta FODMAP

  • Fruttosio: mele, pere, pesche, mango, anguria, miele, fruttosio, sciroppo di mais, succhi di frutta, conserve di frutta, frutta secca
  • Lattosio: Latte e latticini freschi
  • Fruttani e galattani: anguria, pesche, cachi, carciofi, asparagi, barbabietole, cavoletti di Bruxelles, cicoria, broccoli, cavoli, finocchio, aglio, cipolle, scalogno, frumento e segale assieme ai legumi e ai cereali con glutine.
  • Polioli: mele, albicocche, ciliegie, pere, pesche, susine, prugna, anguria, avocado, cavolfiori, funghi, piselli, sorbitolo, mannitolo, xilitolo.Attenzione poi a brodo di carne, alcol, gomme da masticare, cibi grassi o fritti e speziati, bibite gassate 

Altro aspetto da considerare nella dieta per il colon irritabile sono i probiotici. Abbiamo visto come tra le cause di malattia sia presente il microbiota. Sicuramente i probiotici sono utili ma purtroppo ancora oggi poco si conosce sul come, cosa e quanto possa essere utile. E' un ambito giovane della medicina e sarà certamente il futuro!

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