Cosa mangiare e cosa non mangiare in caso di diverticolosi e diverticolite? Che differenza c'è tra le due cose?

Andiamo con ordine. La diverticolosi consiste nella presenza di diverticoli nel colon ossia estroflessioni a dita di guanto della mucosa (vedi foto).
E' una condizione molto molto comune nella popolazione adulta tanto da interessare circa il 65% della popolazione. Di per sè non ci deve preoccupare perchè è una situazione assolutamente benigna e asintomatica. Ciò a cui dobbiamo fare attenzione è l'evitare che questi diverticoli si infiammino cosa che, fortunatamente, si verifica solo nel 10-15% dei casi. Quando questo accade si parla di diverticolite

Tranquilli, se succede e ne accorgete! Dolore nel basso addome associato a diarrea o, meno frequentemente, stipsi assieme a gonfiore, meteorismo, diminuzione dell'appetito, nausea, febbre...i segnali che c'è qualcosa che on va ci sono! 

 
Fattori di rischio per la diverticolosi

  • Età. Con l'età i tessuti diventano sempre più lassi e meno tonici favorendo l'estroflessione della mucosa.
  • Sesso femminile
  • Sedentarietà
  • Obesità
  • Stitichezza. Per aumento della pressione nel colon.
  • Microbiota intestinale. 

Per evitare che i diverticoli si infiammino e si passi dunque da una fase latente (diverticolosi) ad una acuta (diverticolite) bisogna prestare molta attenzione a cosa si mangia.
 

Vediamo cosa mangiare e cosa no

Cosa mangiare in diverticolosi per prevenire l'infiammazione

L'indicazione principale è quella di favorire la regolarità dell'alvo. Tradotto sì alla fibra, sì a tanta acqua e sì al movimento. Tre piccole cose, apparentemente superficiali, ma fondamentali. La parola d'ordine in chi soffre di diverticolosi è "no alla stitichezza!".
Un altro consiglio utile è quello di andare in bagno appena si sente lo stimolo. Non trattenetevi perchè siete fuori casa o a casa d'altri, evitate di creare forti pressioni nel lume intestinale.

E i semini? Devo togliere i semini dal kiwi e dai pomodori?
Un tempo le indicazioni che si davano al paziente erano in questo senso. Oggi le cose sono cambiate e gli ultimi studi ci dicono che non c'è nessun motivo per farlo, anzi. A questo proposito vi rimando allo studio in questione condotto su quasi 50'000 persone e durato per ben 18 anni. Mangiate i semi del kiwi e quelli del pomodoro che non rischiate nulla!

Cosa mangiare in diverticolite

Se i diverticoli si infiammano cambia tutto. Scordatevi tutte le indicazioni scritti sin quì. Tanto per cominciare almeno nei primi giorni saremo ricoverati in ospedale e probabilmente almeno nelle prime ore rimarremo a digiuno. Poi si inizierà la rialimentazione con una dieta a consistenza liquida. Se prima le fibre erano consigliatissime, adesso almeno verranno escluse del tutto per poi reintrodurle con cautela partendo da alimenti con fibra particolarmente delicata come zucchine, radicchio, patate e carote. Stesso discorso vale per la frutta, rigorosamente senza buccia preferendo mela e banana.
Rimane invece valida l'indicazione a bere tanta acqua.
L'infiammazione porterà con se un'altra "bella" novità: un'intolleranza al lattosio momentanea. In questa prima fase perciò si evita il latte e i suoi derivati che poi potranno essere reintrodotti piano piano. No anche allo zucchero, alla marmellata e al miele. Per ragioni osmotiche richiamano acqua nel colon causando acutizzazione dei sintomi.
Neanche a dirlo assolutamente no ad alcol, bevande zuccherate, caffè e spezie.

Superata questa prima fase post infiammazione si passerà gradualmente ad una dieta a consistenza morbida in cui piano piano si aggiungono gli alimenti fino a ritornare alla dieta per divoerticolosi quando l'infiammazione è ormai risolta e siamo tornati al 100%. 

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