L'obesità è una condizione definita come un eccesso ponderale. Per riconoscerla è stato elaborato un indice apposito che prende il nome di BMI (body mass index) o IMC (indice di massa corporea) in italiano. Questo indice è un parametro facilmente calcolabile che senza troppi fronzoli ci consente di classificare una persona come sottopeso, normopeso, sovrappeso o obesa.
Come si calcola? molto semplice, basta dividere il proprio peso espresso in Kg per la propria altezza espressa in metri al quadrato. Se il risultato è superiore a 25 e fino a 30 si parla di sovrappeso, se sopra i 30 di obesità (che poi potrà essere a sua volta sottoclassificata in base alla sua gravità). Valori inferiori a 18,5 ci fanno parlare invece di sottopeso. L'ideale sarrebbe ricadere nella fascia numerica che va da 18,5 a 25 perchè è la fascia del normopeso.

ATTENZIONE: è uno strumento con tanti pregi (comodo, veloce, a costo zero...) ma ha anche un grande difetto. Non ci dice nulla su quel peso. Detto altrimenti non fa distinzione tra massa grassa (BF o body fat) e magra (FFM o fat free mass). Capita cosi che un bodybuilder risulti obeso e capite bene che è un paradosso. Del resto il BMI, o IMC che dir si voglia, nasce per lo studio della popolazione e per far questo è uno strumento eccellente. 


I NUMERI DEL PROBLEMA OBESITA' NEL MONDO

L’ultimo rapporto Unicef, in collaborazione con l’Istat, non lascia dubbi: viviamo in un ambiente obesogeno colpa di una diffusa sedentarietà e di cattive abitudini alimentari ormai contagiati da quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito come una “silente epidemia globale di obesità”. Basti sapere che in Europa circa la metà della popolazione adulta è in sovrappeso. Negli USA il 69,2% della popolazione risulta sovrappeso di cui il 32% obeso (Dati Fao e Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Numeri questi, che pesano sui bilanci economici delle nazioni viste tutte le malattie che derivano da questa condizione come ipertensione arteriosa, aterosclerosi, diabete mellito di tipo 2, insufficienza respiratoria, sindrome dell'apnea ostruttiva notturna, dislipidemia, artropatie da carico e neoplasie. Tutto senza considerare una riduzione dell'aspettativa di vita ed un peggioramento della qualità della stessa.

La buona notizia è che l'obesità è anche al secondo posto nella classifica dei rischi prevenibili per la salute, dopo il fumo. Questo vuol dire che molto si può fare per prevenire questa condizione e tutte le sue conseguenze negative.

IN ITALIA?

Non ce la passiamo bene. 3 adulti su 10 risultano in sovrappeso (32%), mentre 1 su 10 è obeso (11%). Complessivamente circa il 42% sono in “eccesso ponderale”, quasi la metà della popolazione!

Nel bel paese troviamo poi un tasso di obesità infantile spaventoso tra i più alti al mondo. Il 26,9% dei ragazzi italiani dai 6 ai 17 anni è in eccesso ponderale, con punte nel Sud e nelle isole. Percentuale che aumenta nella fascia che va dai 6 ai 10 anni (35,7%). In 2 casi su 3 un bambino in sovrappeso sarà un adulto obeso.

Educazione alimentare per tutti dunque: bambini e genitori!

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